Presentazione del Catasto onciario dell’Università di Telese e della Terra di Solopaca (1741-1742)

 

«Scriveva nel 1952 Pasquale Villani nelle sue Note sul catasto onciario che «il sempre crescente interesse per la storia economica, manifestatosi negli ultimi anni anche nei riguardi del Regno di Napoli, lascia sperare che i volumi del Catasto onciario – ricchissimo fondo quasi inesplorato dell’Archivio di Stato di Napoli – saranno frequentemente utilizzati»[1]. Questo Fondo, ospitato nella Sala catasti, già Sala del Capitolo dei monaci del Monastero benedettino dei SS. Severino e Sossio e costituito da ben 9155 «volumi, archiviati per province e distretti, reperibili attraverso il nome del comune e del distretto e gli estremi cronologici che sotto il numero archivistico indicano gli atti preliminari, le rivele e l’onciario»[2] è ancora oggi una delle raccolte più preziose dell’Archivio napoletano.[…]».

L’Associazione Storica della Valle Telesina ha tra i suoi principali obiettivi statutari quelli «di dare impulso ad attività di studio e di ricerca storica, con particolare riferimento al territorio della Valle telesina; di promuovere e di contribuire all’individuazione, alla raccolta e alla valorizzazione delle fonti archivistiche e documentali e di pubblicare documentazione inedita quali manoscritti, documenti storici conservati in archivi pubblici e privati per permetterne la fruizione da parte della cittadinanza».

«In quanto detto finora vanno pertanto ricercati i motivi alla base dell’incontro tra Gabriele Tancredi, il valoroso studioso che ha affrontato il lavoro di trascrizione e pubblicazione del Catasto onciario dell’Università di Telese e della Terra di Solopaca, e la nostra Associazione. Nonostante la ricchezza di informazioni ricavabili, come si è detto, dai catasti onciari, ben pochi di essi sono stati finora resi “fruibili” per un pubblico vasto di studiosi – per la Valle telesina, l’unico al momento disponibile è quello di Michele Riccio relativo alla Terra di Amorosi e molto rari sono quelli di Terra di Lavoro – perché, purtroppo, il lavoro di trascrizione richiede grandi dosi di competenza, esperienza, tempo a disposizione e spirito di sacrificio che non sono facilmente disponibili ma che l’autore ha dimostrato di avere in abbondanza. È perciò un privilegio ed un piacere per noi ospitare nelle nostre collane l’opera ambiziosa e coraggiosa di Gabriele Tancredi a cui saremo sempre grati per il prezioso lavoro svolto con la speranza che possa essere emulato da numerosi altri studiosi che si assumeranno l’onere e l’onore di arricchire il patrimonio di fonti rese consultabili per gli storici locali e per quanti, anche semplici appassionati alla storia della propria comunità, vogliono avvicinare una così rilevante fonte di notizie». (dall’Introd.)

[1] P. Villani, Note sul catasto onciario e sul sistema tributario napoletano nella seconda metà del Settecento, «Rassegna Storica Salernitana», XIII, n. 1-2, 1952, pp. 80-101.

[2] L. Castaldo Manfredonia, Il fondo “Catasti Onciari” conservato nell’Archivio di stato di Napoli, in Il Mezzogiorno settecentesco attraverso i catasti onciari, a cura del Centro Studi “Antonio Genovesi per la storia economica e sociale, vol. I Aspetti e problemi della catastazione borbonica, Napoli, E.S.I., 1983, pp. 271-324.

La Francigena nel sud: la storia in bicicletta

L’Associazione Storica Valle Telesina, ha presentato lo scorso 25 Agosto, nell’incantevole cornice della Torre Longobarda di Telese Terme, la guida per il cicloturismo storico “La Francigena del sud: la storia in bicicletta”, edita da Edicicloeditori.

Grazie alla collaborazione con le associazioni Secret Route di Benevento e Italy Bike Friendly di Salerno, la nostra Associazione si pone come referente unico nel Sannio, e ci offre l’opportunità di organizzare momenti aggregativi in chiave storico-artistica e del marketing turistico territoriale, in maniera da contribuire alla valorizzazione del nostro territorio (Paolo Cazzulo).

 

 

 

 

 

 

da www.camministorici.it

Il cammino dell’anima: la Via Francigena nel Sannio Beneventano

Un itinerario di 55 km circa percorribile a piedi, in bici o in auto, per attraversare il territorio nord-occidentale della Provincia di Benevento, da Faicchio a Pietrelcina.

La prima tappa è dedicata alla visita di Faicchio e S. Salvatore Telesino, ricche di testimonianze storiche di epoca sannita, normanna e longobarda, e prosegue con l’attraversamento del rinomato centro termale di Telese Terme e la zona di produzione vitivinicola di Castelvenere.

Dopo la visita ai resti di un ponte romano e ai luoghi di culto di San Lorenzo Maggiore, la seconda giornata dell’itinerario prevede la visita alla città di Benevento, un museo a cielo aperto i cui suggestivi monumenti rimangono a testimoniaza di un glorioso passato.

Seguendo la Via Appia Traiana e alcuni percorsi secondari, si giunge infine a Pietrelcina, affascinante borgo di antiche origini che ha dato i natali a San Pio; nei dintorni è possibile visitare gli abitati di Cerreto Sannita, Giulia Siframondi e Castelvenere.

Piedi
Bicicletta
Macchina
Tempo di percorrenza a piedi:
15 ore
Tempo di percorrenza in bicicletta:
5 ore
Tempo di percorrenza in macchina:
2 ore
La Via Francigena del Sud: i percorsi dell’anima
1° tappa – Da Faicchio a Telese Terme

Abbazia del Santissimo San Salvatore Telesino

Abbazia del Santissimo San Salvatore Telesino

Vigneti della zona di Castelvenere

Vigneti della zona di Castelvenere

12,8 km

L’itinerario inizia da Faicchio, posto alle falde del Monte Monaco di Gioia, che alcuni studiosi identificano nell’antica città sannita di Faefola, ricordata da Tito Livio. Conquistata da Quinto Fabio Massimo nel 183 a.C., e al cui nome è intitolato il ponte romano a due arcate sul fiume Titerno.
In epoca normanna, fu feudo di Guglielmo Sanframondo, per passare poi in possesso di Giovanni Mansorio, infine dei De Martino, la cui reggenza durò fino all’abolizione dei diritti feudali. Dopo l’Unità d’Italia, il suo comprensorio, grazie alla presenza di numerosi anfratti, risentì del fenomeno del brigantaggio (1861-1863), trovando le bande dei briganti, in esso, un sicuro rifugio.

Da vedere:

  • Le fortificazioni sannitiche del IV secolo
  • Ponte romano di Fabio Massimo
  • Il quattrocentesco Castello Ducale, di recente restaurato
  • Chiesa e convento di San Pasquale
  • Acquedotto romano

L’itinerario prosegue verso S. Salvatore Telesino, che prende il nome dall’omonima Abbazia Benedettina, fondata dai Longobardi, di recente restaurata e che, assurta a grande notorietà, ebbe più volte ospite Ruggero il Normanno e Sant’Anselmo Arcivescovo di Canterbury.
Una visita merita il Parco Turistico del Grassano esteso su una superficie di oltre 120.000 mq., attraversato per tutta la sua lunghezza dal Rio Grassano, che offre ampie possibilità per effettuare sport acquatici.
Nel tragitto che conduce alla vicina Telese Terme, si ammirano, quasi come un museo all’aperto, rilevanti testimonianze della cinta muraria dell’antica Telesia, che al tempo delle guerre puniche fu occupata prima da Annibale e poi riconquistata da Quinto Fabio Massimo, così come ci tramanda Tito Livio nei suoi Annali.

Da vedere:

  • Abbazia del Santissimo San Salvatore
  • Resti del Castello della Rocca, costruito dai Sanframondo
  • Area Archeologica Antica Telesia
  • Pinacoteca “Massimo Rao”

Il percorso prosegue poi in direzione di Telese Terme, il centro più importante dell’intera Valle Telesina. Rinomato centro termale per le sorgenti solfuree-carbonico-alcaline generate a seguito del terremoto del 1349, la fuoriuscita di gas irrespirabili, altamente solfurei, determinò l’abbandono del vecchio centro abitato e l’insediamento nel sito in cui oggi trovasi.

Da vedere:

  • La medioevale torre campanaria
  • Il parco delle Terme
  • Ai margini del centro urbano il lago di Telese, suggestivo specchio d’acqua e punto d’incontro per gli amanti della natura
  • Le antiche terme “Iacobelli”

Il tratto successivo della Via Francigena del Sud nell’area del Sannio Beneventano, attraversa la zona di produzione vitivinicola di Castelvenere, e segue il fondo valle fino alla chiesa di Santa Maria della Strada.

Tempi di percorrenza

A piedi: 3 ore e 30 minuti
In bici: 2 ore
In auto: 20 minuti
Tipo di fondo: asfalto
Difficoltà: facile

 

 

 

 

 

Il maggio dei libri – Presentazione del libro di Antonio Vecchiarelli Napoli na

Sabato 27 maggio 2017 ore 17.30

 Telese Terme – Biblioteca comunale

Presentazione del libro di Antonio Vecchiarelli

Napoli na. Spinte cult di giovani di provincia

Converseranno con l’autore

Esterina Pacelli, bibliotecaria e consulente Beni culturali
Luigi Cielo, storico dell’Arte medievale
Immacolata Brignoli di Brignoli Edizioni

Musiche con Matteo Gaetano

(Immagini di vita napoletana, belle, ritratte dall’autore con naturalezza, rimastegli come sono negli occhi e nel cuore. Le pagine che scandiscono le ore precedenti un concerto di Pino Daniele in Piazza Plebiscito e subito dopo la piazza gremita, il divertente episodio della errata paternità di una canzone e l’invito del cantante alla folla straripante a ‘sta quieta’. Napoli na è la storia di una amicizia, è la storia di un grande amore per Napoli, è la storia di un grande, grandissimo, sentimento per la napoletanità”. Con queste parole, Antonio Vecchiarelli descrive il suo nuovo libro. Si tratta, in sintesi, aggiunge l’autore “dell’amicizia tra Giorgio e Fabrizio, due studenti di ingegneria che è essa stessa costruita sulla base della cultura napoletana che merita di essere additata come modello da tramandare alle nuove generazioni insieme a tutto il resto che deve essere salvaguardato”).

Scheda sull’autore

Antonio Vecchiarelli nasce a Casalduni nella casa cantoniera Anas situata lungo la ex statale 87 ai confini con i comuni di Pontelandolfo e San Lupo. Questa particolarità lo porta ad avere una “identità larga” favorita dalla frequentazione, durante l’infanzia e l’adolescenza, di queste realtà che seppur vicine conservano differenze legate in special modo alle tradizioni. In questo contesto va considerato anche Telese Terme, dove l’autore si è trasferito all’età di quattordici anni e Castel Campagnano, in provincia di Caserta, dove ha abitato in età più adulta e spesso dimora tutt’oggi alla ricerca, soprattutto, di stimoli e spunti per le sue storie. Si laurea all’Università “Federico II” di Napoli” in Ingegneria Meccanica, ma è il giornalismo la sua grande passione. Ben presto, infatti, comincia le sue esperienze nelle radio e tv private, poi la carta stampata, il segmento giornalistico che predilige. Collabora con: La Gazzetta di Caserta, Roma, Il Giornale di Caserta, Il Corriere del Mezzogiorno. Nel 1996 quando “apre” a Benevento “Il Sannio Quotidiano”, lui c’è. Studia ancora, segue corsi e master di giornalismo. Diventa giornalista professionista. Per oltre un decennio guida la redazione di Telese Terme de “Il Sannio Quotidiano”. Nel 2008 la sua poesia “Vita” è inserita nell’antologia edita da Montedit nella collana “Le schegge d’oro”. Nel 2010 con “L’Aquilone” partecipa al premio Internazionale di poesia “Castelvenere – Città del vino”. Vince il premio eccellenza. Nel 2011 pubblica per le Edizioni Melagrana, “oltre una pagina bianca”, la sua prima raccolta di poesie. Nel dicembre 2012 gli è attribuito il Premio Olmo nella sezione Giornalismo – Informazione locale. A giugno 2013 lascia Il Sannio Quotidiano. Dal luglio 2013 collabora con Il Mattino. Il romanzo “napoli na” segna l’esordio nella narrativa.

Il maggio dei libri 2017

L’Associazione Storica Valle Telesina organizza il Maggio dei libri 2017

San Salvatore Telesino – Telese – Faicchio

 

Venerdì 5 maggio 2017 ore 17.30 – S. Salvatore T., Abbazia del S. Salvatore de Telesia
Presentazione dei libro di Giovanni Araldi
“Vita religiosa e dinamiche politico-sociali. Le Congregazioni del Clero a Benevento (sec. XII-XIV)”
Saluti delle autorità
Interventi
Lugi Cielo, storico dell’Arte medievale
Luca Arcari, ricercatore di Storia della Chiesa, Università Federico II di Napoli
Sarà presente l’autore

Sabato 6 maggio 2017 ore 17.30 – Telese Terme, Sala Goccioloni
Presentazione del romanzo di Giulia Di Nola “I segreti di Zefiro”
Saluti delle autorità
Interventi
Angela Maria Pelosi, Dirigente dell’Istituto di Istruzione Superiore “[email protected]
Giovanna Battaglino, ASVT
Partecipazione di Sara Bucci – attrice, Pompea Del Vecchio – Pro Loco Telesia
Sarà presente l’autrice

Sabato 13 maggio 2017 ore 10.00 – Faicchio, Istituto Tecnico per il Turismo
Presentazione dell’”Annuario di Storia, Cultura e varia Umanità 2016 dell’ASVT”
Saluti delle autorità
Interventi
Elena Mazzarelli, Dirigente dell’Istituto di Istruzione Superiore Faicchio – Castelvenere
Jonathan Esposito, conferenza su: Viaggiatori inglesi a Napoli e nella Valle del Titerno

Sabato 27 maggio 2017 ore 17.30 – Telese Terme, Biblioteca comunale
Presentazione del libro di Antonio Vecchiarelli “Napoli na”
Saluti delle autorità
Converseranno con l’autore
Esterina Pacelli, bibliotecaria e consulente Beni culturali
Luigi Cielo, storico dell’Arte medievale
Immacolata Brignoli di Brignoli Edizioni
Musiche con Matteo Gaetano

         I libri sbocciano in maggio                                                      https://www.ilmaggiodeilibri.it/

«Perché se in questo mese la natura si risveglia, lo stesso capita alla voglia di leggere. Il Maggio dei Libri è la campagna nazionale nata nel 2011 con l’obiettivo di sottolineare il valore sociale della lettura nella crescita personale, culturale e civile. Inizia a progettare un’occasione di promozione della lettura che si svolga tra il 23 aprile e il 31 maggio. A partire dal 6 marzo potrai partecipare al Maggio dei Libri»

 

       

 

 

                          

Una denuncia netta in difesa delle biblioteche

London, United Kingdom. 4th August 2012 -- A tenage boy explores the "a MAZE me" art installation,made out of 250000 books by Brazilian artists Marcos Saboya.And Gualter Pupo. Royal Festival Hall, South Bank Centre,.London. -- A masive maze "a MAZE me" made out of 250,000 books by Brazilian artists Marcos Saboya and Gualter Pupo has opened in London.The art installation is part of the Festival of the world, Royal Festival Hall, South Bank Centre. London, UK.

Una denuncia netta in difesa delle  biblioteche
Il manifesto – redazione cultura, 28.05.2016
BENI CULTURALI . Dimissioni a catena dopo la recente pubblicazione del bando del Mibact per l’assunzione di 500 funzionari.
Il disappunto da parte del Comitato tecnico scientifico per le biblioteche e gli istituti culturali è arrivato puntuale a fronte della recente pubblicazione del Bando di concorso per funzionari bibliotecari pubblicato ieri sul sito del Mibact.
La questione, interna al concorso per l’assunzione di nuovi funzionari, attiene al numero esiguo di funzionari bibliotecari. Solo 25 saranno infatti i reclutamenti delle unità che interesseranno il settore a fronte dei complessivi 500 posti previsti. Troppo pochi, ovviamente, in un orizzonte che come più volte è stato sottolineato andrebbe  sostenuto e diversamente incentivato. Questa in sintesi è la denuncia che arriva da quattro illustri e autorevoli professori (Mauro Guerrini, Luca Bellingeri, Paolo Matthiae e Gino Roncaglia) che ieri si sono dimessi dal Comitato tecnico scientifico per le biblioteche.

Oltre a non tenere in alcun conto competenze ed esigenze funzionali, come si legge nel breve documento, il bando non rispetterebbe nemmeno «gli scollamenti a oggi esistenti fra quanto previsto dalle nuove dotazioni organiche () e il personale in effettivo servizio nei ruoli di bibliotecario, in base ai quali il reclutamento avrebbe dovuto riguardare almeno una decina di unità in più delle 25 previste». A risultare compromessa è la stessa sopravvivenza delle biblioteche, in verità già claudicanti, soprattutto quelle pubbliche statali, per non parlare di quelle nazionali.
Con il medesimo disagio verso il bando del Mibact, anche Giovanni Solimine, ordinario di Biblioteconomia presso La Sapienza, si è dimesso dal Consiglio superiore dei beni culturali e paesaggistici. La circostanziata lettera inviata ieri al Ministro Franceschini, si chiude con una presa d’atto: «per una questione così rilevante come l’attribuzione di risorse umane ad un settore ormai giunto al collasso (riduzione degli orari di apertura, scarsa accessibilità del patrimonio, invecchiamento delle collezioni, costante abbassamento del livello dei servizi erogati, contrazione dell’utenza e, come conseguenza di tutto ciò, una sostanziale marginalità delle biblioteche statali nel panorama bibliotecario nazionale) non si è ritenuto di usare altri parametri se non quelli aritmetici».
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